Michele Alessio

Michele Alessio è nato a Trieste nel 1976, e si è laureato in Storia Contemporanea presso l’Università di Trieste, dove si sta concedendo la seconda laurea specialistica in Storia dell’Arte.
Scrive poesie da diciotto anni; fa parte dell’Associazione Culturale gli Ammutinati, con la quale è protagonista di svariate letture poetiche e performance teatrali.
Ha fatto parte dell’associazione Theatre Japri, con la quale ha realizzato e realizzerà spettacoli teatrali, come ad esempio, “Un teatro solo aspettando Artaud”, per la regia di Leonardo Stevanin, inscenato in diverse occasioni e in diverse manifestazioni.
Nel marzo del 1997 ha partecipato al concorso internazionale “poeti e scrittori, Umberto Saba”, tenutosi a Trieste.
Inoltre ha collaborato con la rivista culturale “Fucine Mute“, per la recensione dello spettacolo “Sul comignolo più basso“ per la regia di Luigi Nacci, o curato la recensione al libro di Matteo Danieli per il blog di Absolute Poetry.
Nel 2004 ha partecipato allo spettacolo “Fluide Meccaniche“, per la regia di Fabrizio Maurel (Pianeta Poesia, Trieste, 2004; Festival del Teatro Indipendente, Pordenone, 2004).
Nel 2006 ha partecipato allo spettacolo “Lo Scomunicato”, per la regia di Fabrizio Maurel.
Sempre nel 2006 ha partecipato a diverse perfomance ed è arrivato terzo al Trieste International Poetry Slam.

Velvet Afri

Velvet Afri è nata a Trieste nel 1973 e ha iniziato a scrivere molto giovane.
Nel 1996 vince il Premio Ediclub di Latina e un anno e mezzo dopo viene pubblicata la sua prima raccolta Currenti Calamo (prefazione di Gerald Parks). Vive la sua poesia performando le sue opere in giro per l’Italia, grazie anche all’Associazione Gli Ammutinati con cui viene in contatto alla fine degli anni ‘90.
Si dedica alle letture pubbliche, ai poetry slam, al teatro di ricerca con Teatro Edo prima e con i laboratori di Anna Falcone poi, esperienze minime ma di grande impatto sulla sua visuale della performance.
Ha scritto di teatro sulla fanzine amatoriale MicaTeatro e di musica su Fucine Mute Webmagazine.
Continua a scrivere con un orecchio di riguardo ai suoni, mentre si esibisce in varie città italiane (Varese, Piacenza, Reggio Emilia, Portogruaro, oltre a Trieste) e organizza qualche evento (nel
2011 e nel 2012 la tappa italiana di Palabra en el mundo assieme a Maria Sanchez Puyade).
Sue poesie sono pubblicate in diverse antologie, da quelle di bandadiversi di Varese (con cui ha partecipato a diverse edizioni della Carovana di versi) a quelle dei Benandanti di Portogruaro a Plastic Poetry Party (curata da Ann Clare Matz e Monica Borettini, che contiene opere di poeti e musicisti come Elisa e Omar Pedrini).
Suoi testi si possono leggere su Poiein e su Absolute Poetry.
Di recente ha presentato la performance TimeBeat assieme al percussionista Cristiano Pellizzaro, con cui sta lavorando per produrre uno spettacolo più articolato.
Il critico e poeta Gianmario Lucini la definisce “una performance vivente”. Mah….

Matteo Danieli

Matteo Danieli nasce a Trieste il 25 luglio 1974. Cresciuto a Roma per il trasferimento dei genitori nella capitale viene educato alla lettura dalla seconda balia che lo spinge a passare dai romanzi per ragazzi (Jerome, Verne, Salgari, Saint-Exuperie) alla letteratura italiana quando entra nella scuola secondaria inferiore. A questo periodo risalgono soprattutto Carducci e Pascoli e l’insorgenza di una volontà di poesia, ma chiusa questa prima fase si apre un buco e un allontanamento dalla scrittura che non verrà colmato sino all’ingresso nell’Università. Dopo un primo anno fallimentare alla Facoltà di Chimica della seconda Università di Roma, abbandona questo progetto per tornare a Trieste e iscriversi alla Facoltà di Lettere e Filosofia del capoluogo giuliano. Il decorso degli esami è lento e faticoso, comune a molti studenti non convinti che questo sia il reale campo di confronto in cui misurare le proprie aspirazioni artistiche e letterarie, ma è proprio questo ambiente invece a fornire la possibilità di incontrare altri studenti e scrittori con cui nel 1999 fonda il gruppo Gli Ammutinati nel tentativo di contrastare la cattedrale degli intellettuali triestini e la chiusura culturale a cui è stata relegata la città. Il gruppo tenta la strada dei reading, l’approccio popolare, per contrastare da un altro piano la morsa. Il concetto chiave di questa operazione si basava sull’oralità e sul tentativo di instaurare nuovamente una sensibilità poetica dentro il linguaggio dello spettatore. Spettatore è il nuovo termine di paragone con cui confrontarsi: diventa necessario affiancare all’arma della lettura il teatro e la musica.

La sua attività di operatore culturale diventa visibile nel 1999 come cofondatore nel capoluogo giuliano del gruppo “Gli Ammutinati”. Lo trovate nelle antologie Gli Ammutinati (Svevo, 2000), Ragioni e canoni del corpo (Asefi, 2001), Viadalfreddo ( il NuovoFVG, 2006), nell’edizione 2003 dell’Agenda delle fragole (Lietocolle), sul sito di Absolutepoetry, e in diverse partecipazioni a manifestazioni, festivals e slams nazionali, tra cui ricorda il Festival Internazionale di Poesia di Trieste, il Festival delle arti di Morbegno, il Festival di Topolò, la rassegna PoesiaPresente di Monza e l’Absolutepoetry di Monfalcone. Ha vinto il secondo Trieste International Poetry Slam. Numerose anche le piccole partecipazioni nell’ambito di spettacoli ed eventi teatrali locali, anche come attore: nel 2005 fa parte del cast di “Caravaggio suite” di Fabrizio Maurel, rappresentato al teatro Miela di Trieste e supportato dal Fondo Sociale Europeo per l’iniziativa comunitaria EQUAL.
Collabora con il gruppo rock Baby Gelido e con Furio Pillan nello spettacolo 2t or 2l.
Nel 2007 pubblica Genetica della stanza (Battello Stampatore, ‘i libretti verdi’) e da allora presenta anche un’altra performance di voce accompagnata dal sound dei Baby Gelido. Il progetto, che si presenta come concerto senza canto, ha lavorato sulla sinergia tra testi e musica e sul nucleo iniziale di Genetica della stanza. Che cos’è Genetica della stanza? È la storia del rapporto difficile di un uomo con la sua compagna che arriva ad un insanabile punto di rottura nel passaggio dallo stadio della maturazione allo stadio dell’appassimento. La volontà della propria compagna di cancellarsi dal volto le tracce di una vecchiaia e quindi di una Storia, la loro Storia, genera un primo sguardo su questa relazione dal punto di vista della “stanza”, cioè dal punto di vista di quelle pareti che ingabbiando il proprio Io fino al momento in cui queste pareti si sgretolano, non ci permettono di conoscere la forza delle nostre proiezioni e dei nostri destini.

Matteo Danieli, rođen u Trstu, 25.07.1974. Student Kemije, a potom Književnosti i filozofije na Filozofskom fakultetu u Trstu.
Godine 1999, kao jedan od osnivača grupe “Gli Ammutinati”, započinje svoju književnu aktivnost.
Zastupljen u antologijama: Gli Ammutinati (Svevo, 2000); Ragioni e canoni del corpo (Asefi, 2001); Via dal freddo (il nuovo FVG, 2006); Agenda delle fragole, 2003.
Sudjeluje na raznim festivalima poezije i Slam susretima: Festival Internazionale di Poesia di Trieste, Festival Topolni Manifestacije: Poesia presente di Monza, Absolutepoetry slam di Monfalcone.
Sudionik mnogobrojnih kazališnih predstava i lokalnih manifestacija.

Furio Pillan

Nato a Roma nel ’75, Furio Pillan consuma la sua infanzia nella campagna friulana. Si trasferisce poi a Trieste, città in cui vive attualmente e dove nel 2001 conosce il gruppo “Gli Ammutinati”, che presiede dal 2004 e con i quali ha organizzato numerosi readings e incontri sulla poesia. Ha pubblicato alcuni testi in varie antologie e nel 2008 una raccolta dal titolo “poesie ad olio”. Ha partecipato a numerose rassegne e poetry slam in mezza Italia. E’ anche autore-attore di teatro. Nel 2007 ha ideato e rappresentato uno spettacolo di poesia, musica e immagini dal titolo “Del tempo e di altre invenzioni” con forti contaminazioni di carattere scientifico e pubblicato nell’antologia “il volo del calabrone”. Nel 2009 ha partecipato all’Absolute Poetry Festival di Monfalcone con uno spettacolo di poesia e musica dal titolo “2T or 2L” in collaborazione con Matteo Danieli e il gruppo musicale dei “Baby Gelido”. Si diletta di fisica teorica, filosofia ed ingegneria. In questa si è anche laureato per un curioso scherzo del destino.

Suoi testi si possono trovare su AbsolutePoetry.

Born in Rome in 1975, Furio Pillan spends his first infant years in the Friuli Venezia Giulia countryside. He then moves to Trieste, where he lives still today and where in 2001 he meets the group “Gli Ammutinati”, of which he becomes the President in 2004, organizing together many readings and poetry events. He has published many texts in various anthologies and in 2008 a collection of works titled “poesie ad olio”. He has participated at many festivals and poetry slam in half of Italy. He is also a theatre author and actor.
In 2007 he has conceived and put on the scenes a poetry, music and images performance that goes by the title “Del tempo e di altre invenzioni” (About time and other inventions) with strong scientific contaminations, published in the anthology “il volo del calabrone” (The flying of the Hornet). In 2009 he
participated at the Monfalcone international festival “Absolute Poetry” with a music and poetry performance by the title “2T or 2L”, in collaboration with Matteo Danieli and “Baby Gelido” band. He delights himself with theoretical physics, philosophy and engineering, this last, for a curious joke of fate, is the field he graduated in.

Furio Pillan, rođen u Rimu 1975, ali djetinjstvo provodi u Friuliju.
U Trstu živi od 2001, radeći s grupom “Gli Ammutinati”, s kojima organizira brojne readings i susrete poezije. Objavio različite radove u antologijama i 2008 knjigu poezije: “Poesie ad olio”. Sudjelovao u mnogobrojnim poetry-slam manifestacijama. Radi kao kazališni autor i glumac. Godine 2007 osmišljava i potpisuje muzičko poetsku manifestaciju “Del tempo e di altre invenzioni”, objavljenu u antologiji “Il volo di calabrone”. 2009 god. sudjeluje na Absolutepoetry Festivalu u Monfalconeu, s muzičko poetskom predstavom naslovljenom “2T or 2L” u suradnji s Matteom Danielliem i muzičkom grupom Baby gelido. Zanimaju ga teoretska fizika, filozofija i inženjerstvo kojega je i diplomirao.

Manuel Fanni Canelles

Manuel Fanni Canelles, nato a Trieste, poeta, videoartista, regista e formatore teatrale, collabora con istituzioni teatrali private e pubbliche italiane ed estere. Come produttore indipendente è da tempo impegnato nella diffusione di un teatro al limite tra cinema e arte visiva.
Da vari anni conduce progetti artistici all’interno di istituti detentivi, collaborando con il Dipartimento di Giustizia Minorile di Trieste, con l’Anfass e altre realtà del territorio. E’ responsabile dell’attività di Studio Openspace per il quale firma numerosi studi sull’immagine e del settore audiovisivo di IG, società cooperativa di produzioni multimediali.
Su LipanjePuntin, una selezione di sue opere per la personale del 2012.
Una sua intervista su Genius.

Ambra Zorat

Ambra Zorat, nata nel 1978, è originaria di Aquileia. Dopo essersi laureata in Lettere Moderne all’Università di Trieste con una tesi su La Terra Santa di Alda Merini, ha continuato la propria attività di ricerca alla Sorbona di Parigi occupandosi in particolare della poesia di Amelia Rosselli, come nel saggio Intorno a libertà e prigionia. Sempre alla Sorbona ha iniziato nel 2004 un dottorato di ricerca dedicato allo studio delle poesia femminile del nostro paese, sfociato nel saggio La poesia femminile italiana dagli anni settanta a oggi. Scrive poesie dalla fine degli anni ’90 e fa parte del gruppo “Gli Ammutinati”, con i quali nel 2000 ha pubblicato l’omonima antologia edita dalla Italo Svevo. Ha partecipato all’organizzazione di varie manifestazioni culturali ed artistiche. Per Radio France Internationale ha realizzato alcuni programmi radiofonici dedicati a scrittori e poeti italiani residenti a Parigi. Oltre alla passione per la poesia nutre un vivo interesse per la politica ed i problemi sociali.
E’ attualmente membra del dipartimento di Letteratura e cultura italiana presso presso l’Université Paris IV- Sorbonne.
Su Argo si può trovare un suo racconto, La fabbrica dei sogni.

Angelo Claut

Angelo Claut (27/05/1977) è un artista di Oderzo (Tv). Molti suoi lavori si possono trovare su clautangelo.com. A Trieste, partecipando all’attività dell’associazione, ha esposto e letto i suoi testi poetici presso il Teatro Miela nell’ambito della prima manifestazione de “Gli Ammutinati” patrocinata dalla Regione Autonoma Friuli – Venezia Giulia (Trieste, giugno 2000). Da segnalare altre mostre personali e collettive: “Anche io non vi capisco”, personale di pittura al Caffè Naima (Trieste, dicembre 2000); “Come ciliegia a testa in giù”, personale di pittura presso il “Circolo Vizioso” (Trieste, giugno 2001); “Il signor Postmoderno”, personale di pittura al Teatro Miela in occasione dello spettacolo del drammaturgo e poeta Luigi Nacci (Trieste, settembre 2001); per i lavori di teatro dell’associazione ha curato le scenografie de “Il battello ebbro“, spettacolo sulla poesia di A. Rimbaud, al Teatro Miela (Trieste, ottobre 2001); “I mostri” personale di pittura presso il “Circolo Vizioso” (Trieste, giugno 2002); collettiva di autori (Cassetti, Fusco, Cervi Kervischer, Callea, Bon, Marani, Fanni Canelles, Claut) presso il Centro Donna in occasione della “Giornata di sensibilizzazione per i diritti dei rifugiati” (Trieste, agosto 2002); organizzazione ed esposizione alla collettiva “Le sedie e i tavoli c’erano già” in occasione di “Pianeta Poesia” (Patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Friuli – Venezia Giulia, Provincia di Trieste, Comune di Trieste) presso il Castello di S. Giusto (Trieste, settembre 2002); “Carne fresca”, personale di pittura al caffè Naima (Trieste, gennaio 2003), nonché le scenografie del Trieste International Poetry Slam nel 2006 presso il Parco di San Giovanni ex-Opp.
Sue gallerie si possono trovare su Fucine Mute e Saatchi.

Francesca Spessot

Francesca Spessot, nata a Trieste nel 1978, ha frequentato a Udine il liceo classico “Jacopo Stellini” uscendone con il massimo dei voti. Laureata in Psicologia Biologica con 110 e lode, ha proseguito la formazione con il Master in Comunicazione della Scienza presso la SISSA (Scuola Internazionale Superiore Studi Avanzati) di Trieste.
Ha redatto articoli scientifici sul “Sole 24 Ore” e pubblicato una raccolta di poesie con il gruppo “Gli Ammutinati” di Trieste (edizioni Italo Svevo).
Inoltre ha dato vita ad un variegato ventaglio di opere d’arte pittorica connotato da una precipua espressività con il singolare medium di una cifra stilistica contemplante uno stile relazionale artistico-scientifico oltremodo personale.

Per una selezione di testi, l’articolo pubblicato su Absolute Poetry, mentre su Poiein si può ammirare una sua performance.

Francesca Spessot, born in Trieste on 1978. Got a classical high school degree with honors and a degree with honors in Psychology too at Trieste University.
Frequented SISSA Master School for Scientific Communications and wrote a few articles for the italian well known newspaper “il Sole 24 Ore”.
Published a collection of poems with the “Ammutinati” poetry group in Trieste (Italo Svevo editions).
She paints in an unique way of representing and judging modern life.

Massimo Palme

Massimo Palme, classe 1976, triestino come la bora, è Ingegnere dei materiali (Università di Trieste) e Dottore di ricerca in architettura sostenibile (Università Politecnica della Catalogna). Alla carriera accademica ha intrecciato quella artistica come poeta, attore e fotografo. Presidente dell’Associazione Culturale “Gli Ammutinati” dal 2000 al 2004, ha partecipato a numerosissimi readings e spettacoli con il gruppo omonimo. Trasferitosi all’estero, ha continuato a frequentare l’ambiente culturale italiano, soprattutto grazie alla pubblicazione di “Poesia del dissenso II” (Joker 2005) e “ProTesto” (Fara 2009). Il racconto “Papá Noel viaja en autocar”, scritto originalmente in spagnolo, è apparso in Messico sulla rivista sonorense “La linea del cosmonauta”. Massimo nel 2010 ha recitato nel cortometraggio di Pedro Rossi “Pequeñas grandes vidas” interpretando se stesso e discutendo la realtà socio-poetica della Spagna in crisi. Viaggiatore instancabile, dopo aver vissuto a Roma e Barcellona, adesso lavora in Cile come Professore Invitato presso la Facoltà di Architettura dell’Università Cattolica del Nord di Antofagasta. Ascolta sempre Albert Pla e Silvio Rodriguez, cerca di insegnare ai suoi studenti i segreti di luce e suono negli spazi architettonici ed è organizzatore di sessioni di cinema sovversivo nei cortili dell’Università. Si è sposato in Perù e crede nell’assurda idea dell’uguaglianza dei diritti, a presicindere dal luogo dove si è nati. Vive la tragedia italiana con distacco ma con profondità; ama infatti il suo Paese, anche se da “vagabondo delle esistenze” (quale egli stesso si definisce) dubita fortemente di ritornarci a vivere stabilmente; piuttosto ama ridiscendere di tanto in tanto, come il vento dell’est che d’improvviso compare a duecento all’ora sul Carso e se ne va a morire turbolento nel blu profondo dell’Adriatico.


Tutte le voci esplose

(assomigliando a un diario di cuore aperto e sminuzzato)

Il primo maggio è la festa del lavoro
ma intorno scorre il consumo
tutti diversi eppure tutti uguali
i giovani universitari
inneggiano agli africani e agli operai
loro certo vorrebbero essere operai
africani
o se possibile tutti e due

l’Italia riparte dal lavoro
il lavoro sacrosanto
quello di Claudia Gerini
e del suo mutuo da pagare
quello di chi a Sanremo certo c’è andato da benefattore
oppure il lavoro che nobilita
dove sai che per la tua sicurezza sta lottando Epifani
degno degnissimo
finchè una poltrona di memoria cinese non lo porti lontano
dallo strenuo impegno
umanitario

lavoratori! africani!
guardate che bella Roma senza traffico!
è certo possibile azzardare un accostamento
tra Veltroni e Mandela
non farà poi più schifo della pubblicità dei ringo boys
oppure ricordare l’inutilità della polizia
a proteggere i motorini ci sono i giusti carabinieri
lavoratori
la salvezza del sud

e allora andiamo!
lavoratori!
uomini di questo sud che sacrosantemente richiede!
venite a noi e vi verrà dato: basta una firma
per cambiare l’Italia
certo
una firma per prendere le distanze dai contestatori
da chi scarica la musica
da chi studia
che so
diritto
pretendendo anche che serva a qualcosa

lavoratori!
in piazza San Giovanni i giovani vi celebrano
mamma, papà che arrotondate in nero
guardate che bello
l’ho tutto ripreso con la mia nikon digitale
ci sono gli africani a darci le birrette

ma a due euro non gliele compro nemmeno
ci sono i santi ad osservarci
a noi così volgari
a noi così blasfemi
così atei
così indifferenti

oggi due morti sul lavoro
la tossica caduta dall’albero
invece
la portano via nel silenzio
tra molti sguardi curiosi
è viva?
è morta?
lo spettacolo continua
tocca a Irene
tra Springsteen e Patty Smith
guarda un po’

ci sono studenti d’arte
architettura
cinema
sanno benissimo che non hanno futuro
che il loro futuro se lo sono già mangiato
ma non gli importa

ai baracchini dove
lentamente sciama il popolo passata la mezzanotte
qualcuno si frega le mani
meritava
certo
lavorare
per la festa del lavoro

*


Non come Dante però forse un po’ come Neruda

(de la generación y de la poesía mirando la sexta con tres botellas de sidra en el cuerpo)

Estoy mirando la sexta
los amigos cenando en el Morrison
pero por casualidad
me devolví tan pronto
y ahora me asiento en mi sofá improvisado
ni ni
le llaman a esta generación
la verdad es que miro esta mierda porqué hoy mismo leyendo “público”
me encontré con una recensión sobre el reality
lo miro,
intensamente.
Basura absoluta.
Si esos no son actores yo soy el mismísimo Dante.
A ver que tenía razón Deborad y estamos en la era del espectáculo cumplido.
Ni ni
quizás vengan estos a resolvernos las cosas
por lo que sirve: ya lo sé que es lo que sirve
lo que sirve es lo que hay dentro.
Divertido pienso a si un día expondrán este papel en algún absurdo museo de arte
contemporáneo.
Y me pregunto curioso
como puede ese periódico denunciar continuamente la tele basura
y luego dejarme delante de esto.
Al primer entretiempo lo entiendo todo.
La primera publicidad de la sexta
es para “público” y la película de George Clooney
y es el mismo periódico que critica a Obama
y que dice que hay que cambiar de modelo
completamente.
Claro.
Ahora todo está claro dentro de este
yy
un y y
que trabaja y le dicen estudiante
ahora borracho de sidra pero siempre consciente
y la verdad
es que los entendería esos chavales

si esto fuera la vida en lugar de un reality.
Preguntaréis
“porqué nos hablas de todo esto?”
“porqué no nos haces la poesía a la que estamos acostumbrados?”
y yo
simplemente os invito
pago la cuenta
y os devuelvo la pregunta
“pero de que coño debería de hablar, hoy en día, la poesía?”

*

Un año después dos años antes

(de nuevo: del tiempo y de otros azares)

Corazón a golpes
es un golpe mi corazón
ahora soy lo que soy
lo que siempre debía de ser

recuerdo el concierto y el bar
donde te conocí
te enamoraste de mi madre
de su no convenir

y el amor eso hecho riendo
eso que no es
que no queda
que no permanece

recuerdo el primer vuelo sin ti
tu silencio las lágrimas
el no decir que es más que un decir
y el continuo retorno del igual

diciembre la noche en que te fuiste
nada fue igual
la nieve y la esperanza
del año revolucionaron

fue por poco

tan poco tiempo

recuerdo pues que todo quedó suspendido
en al aire
como un poema que parece lejano

y la música
poco a poco
retomando distancias
pienso sangrando

corazón a golpes
es un golpe mi corazón
ahora soy lo que soy
lo que siempre debía de ser

*

Olè Culè

E tu
piccolo barcellonista da bar
critico di calcio vero intenditore
allenatore imprenditore
come passerai un’altra notte
di pisciate secche di vomito di birra
chiederai alla tua ragazza se è dolce il tuo movimento?
Se il tuo cazzo è grande ancora lo sufficiente?
Ti rintanerai in lenzuola macchiate di sperma altrui?
O forse, questo sarebbe bene,
passerai la notte leggendo
non perchè leggere dia un tono, no
ma giusto per perderti il notiziario della mattina
dove rivedremo eternamente l’opera d’arte.

Somiglia, in effetti,
quel tiro somiglia
a quello mai fatto al campetto
a me ricorda, per esempio
la presentatrice di telequattro
che mi accarezzó la schiena parlando dei tornei dei campetti

e non è affatto banale
perchè scoparsi una bella ciccetta
è forse l’ultimo desiderio che (non) oseresti esprimere
alle soglie della fine del mondo
che per altro sembra scongiurata
malgrado i porci.

Allora
che cos’è
questo astio questo fastidio
nel vedere le scimmie
festeggiare il ritorno dei calciatori miliardari
e dirai che sono invidioso
ma
so bene che cos’è vivere senza simboli
fare una poesia che non è bella poesia
non per caso ascolto Ian Curtis
ma oggi non è il giorno di Ian
non più
al massimo lo vedremo al cinema
e in qualche esposizione
oggi è il giorno di Andrès
e sai
la cosa divertente
è che ci si potrebbe anche trovare un senso
piccolo barcellonista dei miei coglioni
cioè che
il Barça è meglio del Chelsea
la squadra dei soci contro l’impero di Abramovich
che Iniesta è figlio della terra
un ragazzo semplice
senza pretensioni.

La cosa peggiore
è che mi diverte guardare certe partite
anche più di giocarle
quello che non sopporto
è la notizia quando deve essere notizia
che è come comprare libri a San Jordi
o le rose di notte ai pakistani.

Vedi

giusto a Joaquín Costa, poeta,
oggi calle de borrachera
i paquis
festeggiavano il gol
come nessun altro
e pronti correvano ai frigoriferi
e alle borse di plastica.

Poi, nella notte,
i soliti fuochi
e sette detenuti
ultima parentesi, è chiaro nel notiziario
di TV3.

E, certo si spera,
una scopata come tante
in lenzuola vecchie
in lenzuola nuove
un giro di culo
come rivedere la tua ragazza
con i pantaloni strappati
come riascoltare love will tear us apart again
l’amore ci distruggerà di nuovo
l’amore ci distruggerà di nuovo
l’amore ci distruggerà di nuovo

*

Mastella, Neruda e i globonauti

Adesso, sommerso nel cinema
non so perchè ma penso alla poesia che rigettiamo ogni giorno
quasi fosse un residuo dell’ultima combustione
i prodotti consumibili esigono voracità,la rapidità dell’attimo
una cosa su cui scrisse Sinicco
ed era storia.

Essa, giustamente
riposa senza preoccuparsi troppo della multimediatica giustapposizione della verità
già che non c’è verità me l’hanno fatto capire fin troppo i ventenni globo
globodan in qualche momento mi divertì il soprannome

Certo è che la letteratura vive e cambia come

il nostro Vladimiro lussurioso e non c’è tempo
per i massaggi e non c’è tempo per quadrare né cerchi né conti
possiamo ascoltare Schonberg al MacDonald
e guardare Herzog a CanalPlus

Sicuramente tutto questo fa schifo ma non mi sento di dire
non scriverò più
il gesto il valore quelli si apprezzano
però quando senti il sole del deserto e la brezza del mare scontrarsi
giusto sopra la tua testa di abitante della nuova oasi
scatta il fondo oltre le campane, sopra i ragni

ne ho studiate troppe di stronzate e quando insegni
quando insegni la responsabilità ti guida nel mondo dei giusti
dove Arshavin non segna e San Remo è polvere per gli archivi

Così andiamo, spalla a spalla
conoscendo la cucina e il letto condiviso
le bollette sono il sale della vita
come la sacrosanta sega a letto il sabato la mattina.

Christian Sinicco

Christian Sinicco, nato a Trieste nel 1975, poeta, si occupa di letteratura su metabolgia e mare del poema, dove ospita testi, saggi, interviste e riflessioni sulla poesia contemporanea.
E’ stato caporedattore di Fucine Mute Webmagazine.
E’ stato molto attivo nella diffusione della poesia sul collective multimedia blog di Absolute Poetry.
Ha collaborato a Land Magazine.
Ha collaborato con Village, il blog di Libri Scheiwiller.
Collabora con la rivista di esplorazione, Argo.
Nel 1999 fonda, insieme ad altri poeti, l’Associazione “Gli Ammutinati”. Attualmente collabora con l’Associazione Nadir Pro.
Nel 2005 pubblica “passando per New York” (LietoColle) con prefazione di Cristina Benussi.
Ha diretto a Trieste il festival Iperporti e organizzato il convegno internazionale su Saba e Giotti.
Ha vinto il Trieste International Poetry Slam.
E’ l’attuale segretario artistico di Trieste Poesia – www.triestepoesia.org
Come performer collabora con i Baby Gelido, fondendo parola, musica e teatro, muovendo gli automi della poesia sulla scena – drum machine e sintetizzatore, nella fine orchestrazione di Daniele Mastronuzzi, per esplorare i sensi dei testi; per innestare il linguaggio su un fondo elettronico dai forti accenti rock, il basso di Francesco Sinicco e la chitarra di Stefano Mastronuzzi; la psichedelia del sax di PCK.
Alter è la sua lettura/performance: tre le opere proposte in questa insolita forma: “Città esplosa” [inedito, 2001], apocalissi di civiltà e linguaggi, “passando per New York” [pubblicato da Lietocolle nel 2005], e “Alter” [inedito, 2011]. La base su cui poggia la lettura è il risultato di uno studio per un fondale musicale psichedelico dei Baby Gelido, dove si innestano le storie di un essere, il cui nome è Alter e la cui logica ricorda l’umanità, ne trasmette i racconti, la politica, le teorie, o frammenti di esse, disarticola o ricostruisce la poesia e il linguaggio, osserva paesaggi che si trasformano in visioni. L’obiettivo di questa poesia, come scrive il critico Cristina Benussi, sarebbe quello di “ripensare il mondo, possibili mondi, pur senza decaloghi, alimentandosi non tanto, o non solo, della luce della logica.”

Le traduzioni dei testi di Christian Sinicco sono state pubblicate su riviste o antologie come Litera, Poetikon, Reibeisen o realizzate per numerosi eventi all’estero, come il festival di poesia di Zagreb o di Istanbul.

Una ricca antologie di opere e traduzioni a questo link.

Christian Sinicco – sinicco (chiocciola) gmail.com o su facebook

Christian Sinicco, born in 1975, poet, performer, wrote critical essays on metabolgia.wordpress.com and Mare del Poema christiansinicco.wordpress.com, which contains also interviews on italian contemporary poetry. He was an editor of Fucine Mute and also very active in the promotion and dissemination of poetry on AP (www.absolutepoetry.org). In 2005, public “passando per New York” (LietoColle), with a very strong political statement against all
forms of oppression of people. He was included in many anthologies, such as The Flight of the Bumble Bee – Il volo del calabrone, with some of the best italian poets of his generation. Organize “Trieste Poesia” with the artistic director Gaetano Longo. Collaborate with a rock band, Baby Gelido, combining words and music.

Poems in translation (english, german, spanish, turkish, latvian, slovenian, croatian, russian): here!

Şair, performans sanatçısı. 1975’de doğdu.
Çağdaş İtalyan şiirine ait röportajların da yer aldığı metabolgia.wordpress.com ve Mare del Poema’ya eleştiri yazıları yazıyor. Fucine Mute’de editörlük yaptı ve AP’nin tanıtımında ve yayılmasında aktif rol üstlendi. 2005’te insanlığa karşı yapılan her türlü baskıya karşı sağlam bir politik argümanı içeren “passando per New York” (LietoColle) adlı eserini yayımladı.
Döneminin en iyi İtalyan şairlerinin yer aldığı The Flight of the Bumble Bee – Il volo del calabrone gibi birçok antolojide yer aldı. Sanat yönetmeni Gaetano Longo ile “Trieste Poesia” edebiyat festivalini organize etti. Rock grubu Baby Gelido ile birlikte şiir ve şarkı performansları sergilemektedir.

Christian Sinicco (Trst), pjesnik i performer, bavi se književnom kritikom i internet-novinarstvom; bio je glavni urednik web-magazina Fucine Mute, a trenutno uređuje Collective Multimedia Blog međunarodnog festivala poezije Absolute Poetry.